In occasione di Germinale Monferrato Art Fest 2026 e nell’anno del tricentenario della consacrazione della chiesa barocca (1726–2026), La Fabbrica di Santa Caterina ETS presenta Cantieri di Roccia, una produzione artistica itinerante e site-specific nata dalla collaborazione con Le Muse – Accademia Europea d’Arte, per la direzione artistica di Ima Ganora, e sostenuta da un’ampia rete di partner territoriali. Evento realizzato grazie a Distilleria Magnoberta e Rotary Club Casale Monferrato.
L’appuntamento è per sabato 3 ottobre, dalle ore 15.30 alle 18.30, per un viaggio unico guidato dai linguaggi intrecciati della musica originale, della danza contemporanea e della parola poetica.
Il tema: “Di marne feconde, un mare”
Inserito nel tema curatoriale di Germinale 2026, il progetto trasforma la materia prima del territorio casalese — la marna — nel filo conduttore di un racconto in due tempi: dalla pietra grezza come elemento di fatica e lavoro, alla pietra che, secoli dopo, si fa architettura, monumento e patrimonio da tutelare. Come ricordano le parole che ispirano l’iniziativa, ogni luogo custodisce una storia, alcuni conservano la memoria della materia, mentre altri continuano a parlare al presente. L’itinerario non propone due eventi distinti, ma un’unica drammaturgia continua in cui lo spostamento fisico del pubblico tra i siti costituisce parte integrante dell’esperienza artistica.
Struttura dell’itinerario e drammaturgia
Prima Tappa: Gabanon — Atto I
Il cammino prende il via alle ore 15:30 presso il Gabanon, ex cementeria oggi restituita alla comunità come spazio di sport e incontro. In questo primo atto dedicato alla marna e allo scavo, il corpo di ballo esplora il gesto della fatica e dell’estrazione sulle note delle musiche del M° Oderigi Lusi tratte da Il nuvolo innamorato. L’azione scenica è introdotta dalle letture di Conversazione con una pietra di Wisława Szymborska e Essere pietra di Italo Calvino, due testi che mettono in scena il dialogo difficile e affascinante tra la curiosità umana e l’inviolabilità della materia.
Seconda Tappa: Itinerario Narrativo — Atto II
Tra i due luoghi di performance, il pubblico compie un itinerario narrativo a bordo dei mezzi messi a disposizione dal Gruppo STAT. Curato dall’Associazione Il Cemento nell’Identità del Monferrato Casalese, lo spostamento attraversa i principali siti dell’archeologia industriale cittadina, tra cui la Furnasetta e il Paraboloide, legando la memoria del distretto estrattivo del Ronzone al centro monumentale di Casale Monferrato.
Terza Tappa: Fabbrica di Santa Caterina — Atto III
Giunti al cantiere di restauro della chiesa di Santa Caterina, prende vita il secondo atto dello spettacolo. Qui la marna si mostra in un’altra fase del suo percorso: non più oggetto di estrazione, ma superficie fragile che richiede cura e conservazione. Il corpo di ballo modifica il proprio registro, passando dalla forza alla delicatezza del gesto. La drammaturgia poetica si conclude con I Segreti della Pietra di Almina Madau, in cui la pietra, che inizialmente rifiutava il dialogo, si fa infine canto e memoria di tutte le genti che vi hanno lasciato traccia. Le musiche originali di Oderigi Lusi, eseguite al pianoforte ed affiancate al contrabbasso di Luigi Andreone, accompagnano questo momento di restituzione e contemplazione.
Rientro e tappa finale al Gabanon, per un aperitivo offerto da Distilleria Magnoberta
I protagonisti e la rete del progetto
La produzione avvale della direzione artistica di Ima Ganora e della direzione di produzione di Gigi Andreone. Le composizioni musicali sono firmate dal M° Oderigi Lusi, mentre le coreografie sono curate da Alessia Gay ed eseguite dai danzatori Anna Arrobbio, Anna Cerrato, Cristina Foglia, Elisabetta Gatti, Lisa Gerli e Arianna Porta, in collaborazione con Ritmo Danza ASD. La voce narrante di Alessandro Costanzo guida la drammaturgia poetica in collaborazione con Teatro della Nebbia.
Cantieri di Roccia nasce dal coordinamento de La Fabbrica di Santa Caterina ETS all’interno della cornice curatoriale di Germinale Monferrato Art Fest, ed è realizzato grazie alla sinergia con Le Muse – Accademia Europea d’Arte, l’Associazione Il Cemento e il Gruppo STAT. L’iniziativa rappresenta il primo capitolo del programma del tricentenario e propone un laboratorio partecipato capace di mettere in relazione luoghi, discipline e persone attorno a un patrimonio inteso come risorsa viva.